5 errori facili da evitare nella strategia SEO per ecommerce

Fra le principali sfide del web marketing in generale, e della SEO in particolare, c’è la gestione di un sito ecommerce. È un settore estremamente competitivo e ricco di offerte, nonché di competitor di calibro elevato. Bastano errori, apparentemente veniali, per fare la differenza e a volte trovarsi in prima o in seconda posizione può essere determinante. Search Engine Land ha fatto un breve elenco di errori che spesso possiamo ritrovare nei siti ecommerce. Correggerli richiede solo un aumento dell’attenzione verso i particolari, cosa che appare banale, che molto spesso viene tralasciata.

La descrizione dei prodotti

Chi acquista online lo sa, perché si sarà ritrovato molto spesso a leggere dello stesso prodotto la medesima descrizione su moltissimi siti. È la descrizione del catalogo del produttore ed evidentemente chi ha deciso di rivendere quel prodotto ha pensato che fosse la migliore. In realtà variare, migliorare, arricchire la descrizione del prodotto offre dei benefici da tenere fortemente in considerazione. A livello SEO significa non proporre un contenuto uguale a quello dei propri competitor e quindi offrire al motore di ricerca un segno distintivo che potrebbe fare la differenza. Dall’altra parte all’utente, e qui si parla di conversione, potrebbe dare maggiori informazioni, forse proprio quelle di cui necessita per effettuare la scelta finale e completare l’acquisto.

La duplicazione dei contenuti (delle descrizioni dei prodotti) non riguarda solo il confronto con altri siti, ma anche con il proprio sito. Pensiamo a prodotti molto simili, che si differenziano per il colore, non possiamo pensare di utilizzare la stessa descrizione se vengono proposti in pagine (URL) diverse. Anche in questo caso, infatti, si parla di duplicazione del contenuto, la quale non porta alcun giovamento al posizionamento.

L’unica soluzione è mettersi a scrivere seriamente dei contenuti originali, unici e che non siano di poche righe, ma che abbiano un valore aggiunto per l’utente (il cliente!) che li leggerà.

Pagine prodotto non ottimizzate

Quando l’utente cerca in maniera generica vuole trovare risultati generici, quelli che gli servono per raccogliere informazioni su una data categoria di prodotto. Da queste ricerche può nascere un interesse particolare, per un prodotto specifico e a quel punto anche le ricerche lo diventeranno. Parliamo delle famose long tail, le query che fanno parte di quell’80% di coda lunga che nel mondo del web porta non poche conversioni (solo che spesso è un particolare che viene dimenticato). Sono chiavi di ricerca lunghe, che includono non solo il tipo di prodotto ma anche marca, modello, colore.

In questo caso il lavoro SEO deve essere fatto necessariamente sulle pagine prodotto, perché sono quelle che dovranno posizionarsi a fronte di questo tipo di query. Il problema è che di frequente si pensa a ottimizzare le categorie, ma si tralascia la pagina del singolo prodotto. Cos’è che manca più spesso?

  • Poche parole chiave (nel title, nell’h1, nei testi…)
  • Alt delle immagini non compilato
  • Recensioni degli utenti assenti
  • Contenuto breve (e copiato)

Intervenire su questi elementi porterà notevoli vantaggi. Per il testo, come abbiamo visto, è sufficiente scrivere contenuti originali e non troppo brevi, che riportino le caratteristiche del prodotto per esteso (e senza copiare dal catalogo del produttore). Le recensioni sono fondamentali nel mondo dell’ecommerce, perché non solo arricchiscono di contenuti unici la pagina, ma contribuiscono anche alla decisione di acquisto. La compilazione dell’alt delle immagini è uno dei fattori SEO onsite di base, per il motore di ricerca è indispensabile per interpretare correttamente il contenuto dell’immagine, oltre che per contestualizzarla. Infine la scelta delle parole chiave, andando anche ad analizzare la posizione che devono assumere all’interno della frase. L’immagine è molto esemplificativa del concetto.

esempio-long-tail

Linking interno non curato

Spesso il linking interno dei siti ecommerce non viene curato o è poco coerente, e la colpa è legata principalmente alle dimensioni dei team di lavoro che non si coordinano tra di loro. Gli utenti non cercano i prodotti solo attraverso la navigazione principale perfettamente impacchettata per loro, ma anche e soprattutto attraverso la ricerca interna. Se i link dei risultati sono in noindex nofollow non si inviano i segnali giusti al motore di ricerca. Per evitare di usare il noindex-nofollow è importante implementare correttamente il rel canonical e ottenere così buoni segnali per il motore di ricerca, scongiurando la duplicazione delle pagine.

Per il linking interno, per aumentare i tempi di permanenza e per ridurre la frequenza di rimbalzo nelle pagine prodotto dovrebbe essere presente anche uno specchietto di prodotti correlati o di suggerimenti di prodotti simili o già acquistati da altri utenti, che migliorano i collegamenti interni, oltre a offrire opzioni di acquisto agli utenti.

Parametri URL non gestiti

Le ricerche interne e i risultati filtrati generano URL con parametri, se non gestiti correttamente il risultato sono numerose pagine duplicate che vengono viste dal motore di ricerca come pagine uniche (poiché hanno un proprio URL) ma con contenuto identico. Come abbiamo visto la duplicazione è un problema dal punto di vista del motore di ricerca.

Per gestire le URL con parametri si deve innanzitutto implementare il rel canonical, ovvero indicare l’URL univoco della pagina web. Poi si può fare affidamento allo strumento di Search Console (ex Webmaster Tools di Google) attraverso cui indicare al motore di ricerca quali sono i parametri da non considerare.

Mancanza di coordinamento tra SEO e SEM

Seppure spesso vengano confuse, SEO e SEM sono discipline diverse che hanno alcuni punti in comune. Nel caso un ecommerce perseguono lo stesso risultato, anche se attraverso strumenti diversi: la SEO usa la ricerca organica e spesso i risultati, per quanto duraturi, richiedono tempo; il SEM utilizza i risultati a pagamento, offre risultati immediati, che non perdurano nel tempo (ovvero durano il tempo dell’investimento).

I due reparti devono però imparare a collaborare, perché il reparto SEM può dare al reparto SEO liste di keyword, il reparto SEO può indicare a quello SEM le parole su cui non investire, poiché il sito ha già dei buoni posizionamenti.

E questo è solo un esempio, in generale nel web marketing, anche se ci si deve affidare a professionisti specializzati in ogni disciplina, bisogna sempre puntare alla collaborazione. I vari canali di promozione devono essere integrati tra loro, per trovare il giusto equilibrio, per individuare le strategie giuste, per capire meglio il target.

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