Infografica – Perché è obbligatorio investire in Facebook Ads?

Chi lavora sul web lo sa e ci si scontra ogni giorno. I cambiamenti che vengono attuati su tutte le piattaforme social sono continui, a volte impercettibili, altri macroscopici, fatto sta che tutti in un modo o nell’altro influenzano le strategie adottate e a volte richiedono dei cambiamenti.

Fra tutti Facebook è senz’altro il social network che ha avuto più stravolgimenti nel tempo, sia a livello estetico, sia per le funzionalità che offre a utenti e brand, sia per le modifiche ai suoi algoritmi che hanno influenzato pesantemente la visibilità delle fan page e dei contenuti che vanno a comporre il news feed degli utenti.

La situazione, per ciò che riguarda la visibilità organica dei post, è andata peggiorando nel tempo, come ci dimostra l’infografica pubblicata da Marketo, che ci prospetta una situazione che richiederà l’aumento degli investimenti nei Facebook Ads per tutte quelle aziende che desiderano acquisire clienti e migliorare la propria brand awarness utilizzando Facebook.

Il primo grafico dimostra quantitativamente quanto sia scesa la visibilità organica dei brand. Nel febbraio 2012 era il 16%, a marzo 2014 il 6.5%. Solo il 2-8% dei fan vede i post pubblicati da un brand e solo lo 0,073% dei fan compie un’interazione.

Facebook dice che questi cambiamenti sono stati introdotti per il bene degli utenti, che a ogni accesso vedrebbero tra 1.500 e 15.000 post, mentre l’algoritmo ne seleziona solo 300 in base a fattori legati agli interessi dimostrati e alle precedenti interazioni.

Una ricerca Facebook dimostra che gli utenti preferiscono visualizzare i post dei propri amici, anziché quelli promozionali. I post generalmente considerati troppo promozionali sono quelli che:

  • Hanno come unico intento quello di vendere un prodotto o un’app;
  • Spingono l’utente a partecipare a giochi d’azzardo, senza ulteriori informazioni;
  • Riutilizzano sempre gli stessi contenuti per gli ads.

Ovviamente questi dati sono molto favorevoli per Facebook, poiché costringono i brand a investire cifre sempre maggiori nella pubblicità. I ricavi Facebook nel Q4 2014 sono stati di 3.85 miliardi di dollari, di questi il 93% viene dalla pubblicità sulla piattaforma, ovvero il 53% in più rispetto all’anno precedente. A quanto pare le modifiche dall’algoritmo non sono esattamente per il piacere esclusivo degli utenti, ma più per il piacere dei conti di Facebook.

Come se non bastasse gli utenti hanno un valore sempre maggiore per Facebook, da 5.85$ l’uno del Q1, ai 9$ del Q4 2014.

Nonostante questi dati che possono fare molta rabbia a un’azienda (e soprattutto a chi gli cura la presenza sui social), non si può ignorare Facebook né si può fare a meno di utilizzarlo. È una piattaforma che richiama la più alta percentuale di utenti attivi al mese, raccoglie un traffico incredibile per tanti tipi diversi di contenuto, le aziende proprio non possono fare a meno di usare Facebook per farsi conoscere e per interagire con il proprio pubblico:

  • 890 milioni di utenti attivi al giorno
  • Il 18% di crescita annua degli utenti
  • I video caricati sulla piattaforma hanno raggiunto il miliardo di visualizzazioni giornaliere, superando quelle dei video condivisi da YouTube

Ma quindi i brand cosa possono fare?

Intanto allargare i propri orizzonti, ad esempio Instagram porta 58 volte più engagement di Facebook per ogni follower e poi ripartire dalle basi.

  • Migliora l’offerta del tuo sito: nel 2014 il 61% delle campagne Facebook hanno portato traffico sul sito proprietario, nel 2012 erano il 28%. Le campagne che portano direttamente su contenuti Facebook sono scese dal 31 al 16%. I tuoi utenti preferiscono interagire con te su sito tre volte di più che su Facebook.
  • Non dimenticare l’email marketing: ovviamente gli utenti non crescono solo su Facebook, infatti se nel 2013 esistevano 4.1 miliardi di indirizzi email, nel 2018 diventeranno 5.2 miliardi, ovvero 3 volte il numero di account Facebook e Twitter messi insieme. Inoltre il 90% delle email pubblicitarie viene recapitato, mentre solo il 2% dei post Facebook.

Facebook-Infographic

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